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anabull1.gif (2533 bytes)Età dei metalli       anabull1.gif (2533 bytes)Età del rame      anabull1.gif (2533 bytes)Età del bronzo   

 anabull1.gif (2533 bytes)Età del ferro   anabull1.gif (2533 bytes)I Liguri Apuani     anabull1.gif (2533 bytes)Gli Etruschi  

ALLA RICERCA DELLE TRACCE DEI NOSTRI PREDECESSORI

ETA' PREISTORICA

Le prime tracce dell'uomo in Garfagnana risalgono al PALEOLITICO. In questa prima fase di popolamento non si può parlare di insediamento stabile: siamo in piena glaciazione di Würm, il clima è rigido, piccoli gruppi di cacciatori sporadici (probabilmente appartenenti alla razza di Neanderthal ) si inoltrano lungo la valle del Serchio spinti dalla necessità di seguire branchi di animali emigrati. Questi cacciatori nomadi occupano temporaneamente luoghi situati all'aperto (terrazzi fluviali o lacustri, sparsi su colline ed anche zone propriamente montane) o grotte. Risalgono a questo periodo manufatti in pietra (punte, raschiatoi denticolati, bulini, grattatoi) rinvenuti in vari luoghi tra cui Piano di Villa, Piano di Cerreto e, probabilmente (non sono state datate con sicurezza), le incisioni rupestri come le cavità coppelliformi presso il santuario di S. Viano a Vagli e le prime statue-stele, semplici menhir, rinvenute nel territorio Apuano. Questi uomini avevano il culto dei morti (le cavità coppelliformi sono luoghi di culto per i defunti, le statue-stele sono guardiane dei morti?), conoscevano il fuoco e cacciavano in pianura cavalli e mammut, sulle pendici cervi, caprioli e in alta montagna stambecchi, cinghiali, camosci, orsi che popolavano un fitto e rigoglioso manto forestale (abeti, pini silvestri, betulle.)

Dato che l'intensità dell'azione dell'uomo su un territorio dipende dal numero degli uomini che ci vivono, possiamo concludere che il paesaggio in questo periodo fu ben poco modificato.

Al MESOLITICO risalgono ritrovamenti litici siti sulla dorsale appenninica come quelli delle Capanne di Camporanda (Sillano) ed anche al disotto dei 1500 m di Pieve Fosciana (loc. Quintigliana). I cacciatori raccoglitori, grazie alle migliorate condizioni climatiche potevano raggiungere queste altitudini. Gli "accampamenti "più importanti sono quelli della valle della Turrite Secca, valle localizzata in una posizione favorevole per il nomadismo venatorio.

Nel NEOLITICO in altre aree si afferma, insieme alle modificazioni climatiche (con i conseguente ritiro dei ghiacci), una nuova economia basata sull'agricoltura e sull'allevamento e quindi una maggiore stabilità degli insediamenti. I pochi ritrovamenti di quest'epoca ( ceramiche) dimostrano che il nostro territorio rimane invece ancora molto legato al nomadismo venatorio e bisognerà aspettare l'età del bronzo e l'inizio dell'età del ferro per poter parlare di stanziamenti stabili e quindi di agricoltura e allevamento.

Anche se sono pochi i ritrovamenti, come già abbiamo detto, il Neolitico è importante perché ha inizio la trasformazione del paesaggio naturale con il taglio del bosco (ascia e fuoco) e con l'inizio del diradamento dell'abete bianco a favore del faggio che diventa dominante.


ETA’ DEI METALLI

ENEOLITICO O ETA’DEL RAME (4.300 –3.800 anni fa).

Ondate di esploratori- cercatori di metallo penetrarono nella valle del Serchio ed entrarono in contatto con le popolazioni dell’entroterra locale. Sappiamo ben poco dell’organizzazione delle popolazioni di questo periodo. Si ipotizza però che il territorio cominci ad essere spartito in riserve: anche se non si può ancora parlare di sedentarizzazione si può pensare a luoghi verso i quali si gravitava con regolarità. Risalgono a questo periodo ritrovamenti significativi nella Buca di Castelvenere (Fabbriche di Vallico)e nella grotta delle Fate di Calomini (Vergemoli), grotte per sepoltura collettiva, ripari o altro, per usi legati alla pratica della transumanza.

ETA’ DEL BRONZO (3.700-3.000 anni fa)

Di questo periodo abbiamo ritrovamenti sporadici. Sulle Alpi Apuane vari ripostigli (Puglianella) e tracce di villaggi protoliguri (Montelieto e località Capriola di Camporgiano) e le statue- stele di Minucciano. A questo periodo risalgono anche incisioni ed altro provenienti dai siti all’aperto di Piazza al Serchio (località Chiesa Vecchia ), di Villa Collemandina e Molazzana.

L’ economia è ora basata sulla pastorizia e sulla e agricoltura. Abbiamo l’introduzione di attrezzi migliori, grazie alle nuove tecniche metallurgiche, e la comparsa di campi recintati che fanno pensare a spartizioni, tracce di abitati anche fortificati, produzione di nuovi oggetti (fibule, armi difensive, vasellame) che sottintende la specializzazione artigianale e il culto delle divinità maschili. Solo alla fine dell’età del bronzo e all’inizio dell’età del ferro si può però parlare di sedentarizzazione e quindi di trasformazione dell’ambiente e del paesaggio. E’pensabile la necessità di disboscare intere porzioni di foresta originaria con la pratica del debbio (fuoco) per rendere più fertile il suolo e utilizzare zone ad uso agricolo ed anche l’introduzione di nuove specie vegetali che modificano il paesaggio originario.

ETA’ DEL FERRO

Solo a partire dal IV-VII secolo troviamo in Garfagnana le prime testimonianze riferibili agli Etruschi che si insediarono nel territorio diVagli Sotto ( loc. Piari). Successivamente i ritrovamenti ci parlano dei Liguri Apuani, fino alla penetrazione romana (II secolo a.C.) e alla loro deportazione nel Sannio ( 180 a.C. ).

 


LIGURI APUANI

 Un antica urna rinvenuta a Vagli Sotto e i reperti rinvenuti in località Capriola del Poggio ( Comune di Camporgiano) ed attualmente conservati nel Museo di Castelnuovo sono i più antichi attribuibili all'etnia ligure e risalgono al periodo compreso tra il III e il VII secolo a.C.. I Liguri Apuani non hanno lasciato fonti sritte. Abbiamo solo incisioni su statue- stele e su un vaso, ma in etrusco. La conoscenza di questo popolo è stata possibile utilizzando:

Fonti scritte greche e romane.

Fonti archeologiche castellari, statue- stele, sepolture (tombe a cassetta).

Ma il vero mondo dei Liguri nella struttura sociale e culturale rimane enigmatico.

Dallo studio delle fonti sopraccitate è emerso quanto segue.

Organizzazione del territorio.

Gli elementi essenziali sono: Vicus, Pagus, Conciliabulum, Castellari. I Liguri erano divisi in villaggi, Vici. Nel Vicus abitavano gruppi famigliari ed era costituito presubilmente da un agglomerato di capanne coperte di paglia. Un insieme di Vici costituiva un Pagus, unità territoriale comprendete anche terre comuni (Compasqua), in cui era insediata una tribù ("grandi famiglie"). Punto di riferimento di tutti i villaggi (Vici) è il Castellaro un centro fortificato. Il Castellaro (toponimo molto frequente) da Cast-=altura, è un luogo sopraelevato, una abitazione difensiva che offriva ricovero in caso di pericolo, che poteva trasformarsi in abitazione permanente.

I Pagi (=Vici +castellari) a loro volta dovevano essere federati (legati da un foedus= patto) in organismi più ampi chiamati da Tito Livio (storico romano) Conciliabula, luoghi di convegno, di adunanza, per assemblee generali, convocate per regolare l’uso dei pascoli comuni o decidere le strategie di guerra. Questi luoghi corrispondevano anche a quelli per il culto comune. Per fare un esempio: è conciliabulum corrisponde alla nostra provincia, il Pagus al comune, il vicus alla frazione. Tracce di Vici, Castellari e necropoli sono stati individuati nel versante marittimo delle Apuane, nel comune di Vagli, di Minucciano, Camporgiano, San Romano. Gli abitanti liguri erano localizzati sulle alture per esigenze non solo difensive ma anche di una pastorizia nomade (transumanza) e di colture precarie praticate su appezzamenti diversi ed ogni anno rinnovati.

Per concludere, i tipi di insediamento ligure erano:

centri abitati temporaneamente;

arroccamenti difensivi;

luoghi di incontro di più popolazioni.

Anche quando le popolazioni nei secoli successivi si sono sedentarizzate esistono ancora villaggi accentrati, aree agricole di sussistenza, alcune pratiche come la transumanza e l'alpeggio, feste, mercati e riti in luoghi comuni. Ciò conferma che l’assetto abitativo e agrario dell’alta valle del Serchio conserva tracce di insediamento ligure non cancellate dalla dominazione romana e dagli eventi successivi fino all’epoca industriale. Organizzazione economica- sociale.

I liguri erano agricoltori e pastori, si dedicavano alla caccia ed alla guerra come mezzo per procurarsi cibo, vesti ed armi. Attorno ad ogni villaggio (vicus) si estendevano probabilmente le colture orticole arboree ed arbustive di proprietà privata, nelle terre comuni dei Pagi, invece, le colture cerealicole e le attività pastorali. Si conosceva l’uso del debbio (abbattimento con scuri degli alberi e bruciatura del sottobosco), si coltivavano farro, orzo, legumi e qualche ortaggio. Dalle aree destinate a colture, si passava a territori popolati da una vegetazione a macchia mediterranea con predominante il leccio, a selve di querceti –carpineti, a fitte foreste di faggio ed ad estese brughiere. Nelle terre comuni ognuno poteva pascolare e fare legna (legnatico), cacciare e pescare. I compasqua (terre comuni) svolgevano anche una importante funzione sociale: erano un punto di incontro, aree comuni in cui si celebravano culti, si stabilivano regole, si risolvevano liti e controversie, si decideva sulla manutenzione della viabilità.

L’economia dei Liguri era una economia autosufficiente anche nel campo artigianale, come è dimostrato dai reperti costituiti da ceramiche destinate ai diversi usi di cucina e di immagazzinamento, da macinelli in pietra e da fuserole per la tessitura. Alle produzioni locali si associano però anche oggetti di importazione come ceramiche nere che evidenziano contatti commerciali con altri popoli (Etruschi e popoli degli ambienti padani.

La religione di questo popolo della montagna consisteva nell’adorazione delle forze della natura: fonti, fiumi, animali, astri. Nutriva venerazione per i defunti, praticavano il rito della incinerazione e ciò è confermato dal ritrova di tombe a cassetta. Il cadavere era incenerito, le ceneri raccolte in un’urna chiusa, che era deposta con un corredo di armi e di oggetti personali in una cassetta litica fatta da sei pietre inserite nel terreno. Le tombe sono state ritrovate a Vagli, Minucciano e Castagnola. Un’altra importante traccia lasciata dai Liguri sono le Statue - Stele megaliti simbolici, il cui significato non è stato chiarito. Ritrovamenti importanti sono avvenunti a Minucciano e Casola. I rapporti tra i Liguri Apuani e i Romani iniziarono attorno al III secolo a.C. e furono subito conflittuali. I Romani, nella loro avanzata verso il nord Italia, non potevano lasciarsi alle spalle popoli non sottomessi. Le guerre con i Romani durarono 80 anni e si conclusero con la deportazione dei Liguri nel Sannio per togliere ogni possibilità di resistenza a queste popolazioni primitive ma cambattive e tenaci nel difendere le loro terre.

GLI ETRUSCHI

Sono state rinvenute in località Bieri, nel comune di Vagli, nella buca di Castelvenere (Fabbriche di Vallico) e al Mulino del Vallo (Fosciandora) testimonianze dell’esistenza di un insediamento etrusco risalente al VI-IV secolo a.C.. L’esistenza di giacimenti di metalli può spiegare la presenza nel nostro territorio di questo popolo. Sono documentati i rapporti commercili tra Liguri ed Etruschi. Le materie prime fornite dalla montagna (lana, legname) vengono scambiate con i prodotti della tecnologia etruschi (ceramica da mensa a vernice nera, oggetti di ornamento personale) e dell’agricoltura specializzata: vino.

L’equilibrio Ligure –Etrusco si spezza alla fine del III secolo A.C.

La continuazione al prossimo anno scolastico !!!


 

Spazio note

PALEOLITICO= età della pietra antica. Al Paleolitico medio (tra i 90000e i 35000 anni fa.) risalgono le prime tracce dell’uomo sulle Alpi Apuane, Homo Sapiens Neardenthalensis.

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MESOLITICO= età di mezzo. Compare l’uomo attuale, (Homo Sapiens- sapiens). Periodo compreso tra i 12000 e i 10000 anni fa.
NEOLITICO= età della pietra nuova o levigata (8000-4500 anni fa)
MANUFATTI IN PIETRA= si tratta di selce e diaspro di diversa colorazione tra cui il verde, l’arancio, il bianco, il nero…

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STATUE-STELE= sono monumenti preistorici in pietra. Sono presenti in Europa( Spagna, sud della Francia, Austria) ed anche in Italia (Valcamonica, Valle d’Aosta, Valtellina e Alto Adige) ed i più importanti ritrovamenti sono avvenuti lungo tutta la valle del fiume Magra, ed i più interessanti al confine del territorio Apuano, nel bacino dell’ Aulella e a Minucciano. Gli archeologi non sono ancora d’accordo nello stabilire con precisione il periodo a cui risalgono, ma pensano all’età dei metalli. Le più antiche all’età del rame, le più recenti del ferro.

All’inizio erano semplici menhir, poi col passare del tempo, colonne scolpite nell’arenaria a forma di persona, statue antropomorfe.

E’ molto difficile stabilire il significato e le finalità delle statue-stele. Queste le ipotesi: erano messe sui confini dei pascoli ad indicare la proprietà di clan di pastori? Erano usate come simboli di divinità tutelari della pastorizia e della transumanza? Servivano come guardiane dei morti, vegliavano i morti? Quindi segno di collettive inumazioni? Vogliono forse celebrare eroi o soltanto capi- tribù maschili e femminili divinizzati dopo la morte?

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INCISIONI RUPESTRI= In Europa l’arte rupestre si colloca all’inizio del Neolitico, ma si conoscono testimonianze appartenenti all’epoca mesolitica, e si possono protrarre fino al Medioevo ed oltre. E’ determinata da incisioni di diversa tipologia praticate all’aperto su pareti o blocchi di pietra, ottenute con utensili di selce, bronzo, ferro…. (Da ricordare un’altra forma d’arte rupestre, quella parietale, con stupende pitture e rilievi praticati dentro grandi caverne). Nell’arte rupestre ha un grande rilievo il simbolo: si usano simboli per rappresentare uomini, animali, divinità. L’arte d’incidere sulla pietra si è continuata fino a tempi vicino a noi: i simboli della religione cristiana, quelli della cultura contadina e pastorale, la consuetudine di incidere il proprio nome……

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CAVITA’ COPPELLIFORMI= Sono un esempio di incisione rupestre di particolare interesse. Le cupole o coppelle sono cavità semisferiche e proprio per la loro particolare forma e dimensione sono chiamate anche vaschette. I loro diametri vanno da pochi millimetri a decine di centimetri e la profondità da 1/2 o 1/3, del diametro. Compaiono su massi affioranti dal terreno. Alcuni propogono di considerare le rocce coppellate come luogo di culto per i defunti (contenitori di offerte consacrate agli antenati e agli dei,) altri le ritengono carte geografiche di pietra(simboli indicanti sorgenti, villaggi…), altri ancora come rappresentazioni di corpi celesti. Gli archeologi non sono ancora concordi nell’interpretare queste incisioni, ma ritengono che la spiegazione più probabile sarà quella che terrà conto delle caratteristiche territoriali e ambientali in cui sono state rivendute.

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LA GLACIAZIONE DI WURM= La glaciazione Wurmiana (l’ultima delle cinque espansione glaciali avvenute negli ultimi 2.000.000 di anni) è una espansione di grandi coltri glaciali su vaste zone della superficie terrestre. Comprende fasi alterne di avanzamento e di ritiro di ghiacci. Durante l’epoca Wurmiana i ghiacci immobilizzati sui continenti provocano una forte diminuzione dell’acqua e un conseguente avanzamento del livello del mare.ItGlaciazione.jpg (59994 bytes)

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RIPOSTIGLI = Associazioni di più oggetti metallici deposti in un luogo nascosto intenzionalmente ( armi, strumenti, oggetti di ornamento ) o forse depositi casuali di guerrieri o magazzini di artigiani o stipi votive o tesoretti

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