Scuola Secondaria di Piazza al Serchio

Scuola Media "T. Santini"

Piazza al Serchio (Lucca)

 

Castelvecchio - La storia

Le notizie su Castelvecchio sono piuttosto frammentarie e non permettono una completa ricostruzione storica delle vicende. Vediamo i momenti più salienti:

883 – Sala nel secolo IX era una misera abitazione, come risulta da una scrittura del £ Aprile 883, con la quale Gherardo, vescovo di Lucca, dava in enfiteusi a Cunemondo un Casalino con terre annesse, dove fu una casa con sua corte dominicale et modo ibidem capanna esse videtur in loco ubi dicitur ad Sala, finibus Garfaniane, con l’obbligo di pagare 8 soldi d’argento all’anno.

993 – Un diploma dei conti di S. Michele e Castelvecchio ricorda un Guido di Spinetta conte dei suddetti luoghi che ivi imponeva le decime.

1110 – Ugolinello de villa Castriveteris e sancti Michaelis fa una donazione delle decime godute dalla sua famiglia dal 983 alla Pieve di Castelvecchio.

Sempre in questo anno la Contessa Matilde conferma la donazione di Ugolinello alla Pieve di Castelvecchio.

1121 - Il Castello di Sala o Castelvecchio, in questo periodo apparteneva a diversi padroni i quali, essendo tra loro in discordia, trattarono la vendita della propria parte; e di fatti le comprò Benedetto Vescovo di Lucca acquistò i vari terreni e gli uomini di quel castello giurarono poi fedeltà al vescovo.

1164 – Federico Barbarossa conferma al vescovo di Lucca i diritti sopra “arcem quae vocatur Sala cum burgo et cappella et plebem de Castello “.

1179 – Guglielmo, vescovo di Lucca, divide con gli eredi di Ugolinello conte di S.Michele la sommità o dongione di Castelvecchio. Sempre in questo anno, il vescovo di Lucca dava a titolo di enfiteusi la terza parte del castello a Ugo conte di Lavagna e a Conemondo di C.

In seguito alle guerre avvenute in garfagnana dopo la Contessa Matilde, i castelli di S.Michele, S.Donnino e Croce furono distrutti e fu allora che sorse l’altro castello sul monte di Sala, denominato Castelvecchio, come si è detto. Esso fu distrutto per la prima volta nel 1238, riedificato dai lucchesi e di nuovo demolito; non si conosce l’epoca nella quale fu nuovamente riedificato.

Di questo castello tre parti spettavano al vescovo di Lucca ed una ad Ugone, conte di Lavagna, a librando e Superbo, conti di Castelcvecchio, come risulta da un documento redatto nel 1179 tra Guglielmo vescovo e i suddetti conti. Essi furono conproprietari del castello almeno fino al 1278.

1194 – Un diploma imperiale di Enrico IV conferma i diritti feudali di Castelvecchio

1278 – Il vescovo di Lucca conferma ai nobili di S.Michele il piccolo feudo del poggio e castello di Castelvecchio.

1301 – L’altro vescovo di Lucca Enrico II faceva donazione a Dino di Sala di due molini e un folle in quel territorio, presso l’acqua del Serchio.

1310 – Il vescovo dava in feudo i beni con casa nel comune di Sala e la quarta parte del poggio di Castelvecchio a Francesco di Dino con un giuramento di fedeltà, il pagamento di un canone annuo di sette soldi e l’obbligo di ricevere il vescovo e la sua famiglia ogniqualvolta egli si fosse recato a Sala.

1449 – Il vescovo di Lucca si era lamentato per eccessive tasse imposte dal commissario di Camporgiano anche agli abitanti di Piazza e Sala; il marchese Leonello risponde al vescovo di Lucca che non era sua intenzione voler detraher niuna cosa delle ragioni del vescovato, (…) ma vi diciamo che volemo riservarsi il dominio di Castelvecchio di Garfagnana, e poter di quello disporre come ne pare e piace, come di far compir la fortezza principiata, a far spianar quello è principiato, secondo ne piacerà.

Di Castelvecchio abbiamo poi un disegno ed una descrizione di F:. Porta che risale al 1500.

1671 – Nella descrizione cronologica della Garfagnana di A. Micotti, dopo aver parlato della costruzione del castello dalle rovine di altri (Croce, S.Michele, S.Donnino) dopo il 1179, dice: Appresso Sala in un alto e dirupato scoglio tra il fiume di S.Michele e il Serchio siede Castel Vecchio, chiamato anche ne’ secoli andati Castel Dongione, recinto di mura, ma hora senza alcuna habitatione, edificato da quelli di S.Michele, di S.Donnino e di Croce. Si vede che in quei tempi fu abitato, e che vi risiedeva un proprio conte come dal sopra citato instromento (documento dell’archivio del Vescovo di Lucca)

 

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